7.1.08

COME STAI?

È la domanda più banale che esista, quello che si chiede a una persona che non si vede da un po' di tempo, la domanda che si fa quando si scrive a qualcuno su msn.
Spesso è una domanda usata per abitudine, di convenienza, qualche volta la diciamo così, senza nemmeno stare ad ascoltare la risposta.

In questi giorni sono stata male di nuovo. Non al livello di un anno fa (Mari, è così?) ma la mia buona dose di ansia mi ha fatto compagnia. Con la solita insonnia, inappetenza, difficoltà respiratorie ecc.
Mi ero costruita pian piano il mio equilibrio psichico, ma ora mi accorgo che minime cose alle quali normalmente non darei peso, sono capaci di distruggerlo e che non so, quindi, come fare a mantenere.

Ed ora inghiotto le lacrime, i pensieri, le parole, faccio finta di niente, è meglio che io aspetti ancora qualche giorno... vedremo.

Cosa c'entra tutto questo col titolo del post?

Questo mi ha fatto tornare indietro di un anno... quando sono stata male x tanti mesi... senza mai uscire di casa o quasi, quando la mia faccia era sempre in "cadavere mode on" e i miei amici/che che mi incontravano mi chiedevano come stavo, o solo mi abbracciavano o davano un bacio x farmi capire che mi erano vicini, magari senza chiedere nulla perché ben sapevano che non avrei mai parlato.

Coi miei genitori la situazione non è molto diversa... non abbiamo mai parlato, dialogato, discusso, affrontato problemi assieme, chiesto consiglio, confidato qualcosa.
Ognuno di noi è molto sulle sue. Per certe cose è fantastico.
Mai avuti genitori rompicoglioni.
Se mi chiedono qualcosa io glisso... oppure se spiego cosa faccio, dove vado o con chi vado non gliene frega nulla o mi dicono che tanto non conoscono le persone di cui parlo... Se non gli dico nulla sbottano che non li informati sul dove come quando ké faccio... boh!
Sto parlando al plurale ma il discorso è riferito al 90% a mia madre...

Però mi chiedo... l'anno scorso sono stata male per mesi, in modo palese.
Pur sapendo che io me ne sto sulle mie, mia madre vedendomi in tali condizioni per così lungo tempo non mi ha cmq MAI chiesto "Come stai?".
Dopo un po' una madre magari si preoccupa per la figlia... o no?

Io oramai ho imparato a fare a meno di tutto, sul serio, non ci faccio più caso.
Però che lei non mi abbia mai chiesto come sto in tutta la mia vita mi è venuto in mente solo ora.

13 commenti:

Nicla ha detto...

Cavoletti!
Questo post è bello tosto.
Ti posso capire in parte ma almeno mio padre come sto me lo chiede.
Anche se è dura dobbiamo continuare così con il nostro scudo verso determinate cose.
Tieni duro Damina mia, forse un giorno ci potremo lasciare andare....ma chissà...

Anonimo ha detto...

il mio commento te lo dirò a quattrocchi!!!
ti voglio bene!
Leaf

red angel ha detto...

Mettiti in piedi sopra ad un tavolo e chiediti come stai...

Dama Arwen ha detto...

Benvenuto Red Angel, anche se non ti conosco... :-)

Dici che funziona?
Al massimo ci sarà l'eco che mi risponderà... e poi abito in una mansarda, non ci sto in piedi sul tavolo! ;-) (Almeno non in camera mia)

leaf ha detto...

i giorni felici arriveranno presto!!! ^^
basta crederci!

Anonimo ha detto...

nella mia ignoranza di tutto non posso che augurarti serenità.
è una banalità, ma spero tu la possa trovare davvero, aiutata dalle (non poche) persone che ti vogliono bene e te lo dimostrano quotidianamente e non.

GRAZIE DamaArwenFrancy, perchè quel che scrivi può talvolta aiutare a ricordare delle 'fortune' che uno ha, ma di cui non si rammenta nel tran-tran di tutti i giorni.
Mai dare nulla di buono per scontato, ringraziare sempre per tutto.

!qué te vaya bién!

Dama Arwen ha detto...

Grazie, Anonimo, per il bellissimo commmento.

Non sei la persona che sospettavo, e che ho interrogato a proposito, ma nella mia mente mi sono fatta un'idea di altre 2 possibili persone.

Ringraziare, sì, sempre.

SoldierBlue ha detto...

Ti capisco più di quanto tu creda, certe frasi che dici potrei averle dette io. Io sto faticosamente nuotando verso la superficie e ancora non so se un'onda mi sommergerà, ma vedo la luce. Quando vuoi chiacchierare, sai dove trovarmi, basta che chiedi alla mia agente, Rabé :P MUCH LOVE... Paola

Anonimo ha detto...

Rivisitare pagine note con un percorso inabituale potrebbe essere stimolante x trovare la freschezza.
red angel

Dama Arwen ha detto...

Grazie Shmi! ^_^

Ti abbraccio.

:-*

Streghetta ha detto...

Parlare della sofferenza non è facile, si rischia di essere banali e di non dare il giusto supporto. Facciamo così: tu fai un sorriso di quelli belli grandi e io ti risparmio le banalità! Affare fatto???
P.S. E ora come stai? Scommetto meglio, non ho nemmeno bisogno di chiedertelo ;-)))

Dama Arwen ha detto...

Grazie, per essere passata di qua!

Rapsodia ha detto...

Appoggiarsi agli altri, siano anche genitori è difficile da concepire per me.
Tuttavia non è detto che sia giusto così. Se lei non si muove verso di te, allora cercala tu.
Lotta se t'interessa, una madre non è mai insensibile alla figlia. Fosse anche un demone, una figlia è un bene inestimabile.
Se ci tieni, credi in lei, altrimenti anche la situazione attuale è accettabile.
Ciò a cui teniamo può sempre essere raggiunto.