31.1.08

SENSAZIONE

Se non posso "fare"
almeno lasciami guardare.
In un angolo laggiù
così buio, così solo.
Guardo, ma tu non puoi vedere,
grido, ma tu non puoi sentire.
Le lacrime bruciano in gola
e io mi avvolgo nel mio silenzio.
Non è silenzio
è il ronzio fortissimo
della mia anima.
Mentre il mio spirito
vaga in una immensa distesa bianca.

4 commenti:

Bruce ha detto...

La cosa che più mi ha colpito sono le virgolette che hai usato per la parola fare.
E' una scelta per alleggerire il significato del termine o per focalizzare l'attenzione su di esso?

Il tuo blog mi piace tanto!
Dani

Dama Arwen ha detto...

Grazie Dani! ^_^
Mi fa molto piacere!

Beh la parola fare è tra virgolette perché è riferita a molte azioni di diverso tipo, non a una cosa specifica, per cui non sapevo che altro verbo usare.

È come se quel fare intendesse piccole e grandi cose da fare nella quotidianeità, o in una occasione particolare, e io non le possa fare assieme a quella persona, ma solo "guardare" da lontano.
È un po' strano e difficilissimo da spiegare x me.

Anche perché le mie parole sono solo un elenco delle sensazioni che provavo in quell'istante.

Rapsodia ha detto...

Capisco molto bene...è una cosa che ho provato di recente...ma è anche vero che ci sono abituato...

Peggio che morire ale volte, ma infonod sono già morto una volta...eh, eh, eh...che cosa stupida da dire, ma paradossalmente vera...

Stefano ha detto...

"Mentre il mio spirito
vaga in una immensa distesa bianca." Un'immagine molto bella e significativa. Anch'io in un mio brano ho trattato un tema simile. Dovrò pubblicarlo sul blog.

Anche io ho notato il "Fare" tra virgolette. Questo "espediente" gli ha dato un significato più vasto, che va oltre la parola.

Ciao!