13.5.11

#5 GIAPPONE: 27.4.2011 > MIYAJIMA >> RYOKAN

Ed ecco arrivato il giorno della partenza dalla città che è stata la nostra casa per i primi quattro giorni del nostro soggiorno nipponico.

Sveglia alle 05.45 (minkia!!!) perché alle 07.30 dovevamo farci torvare sotto l'Umeda Sky Building per fare il ceck in. Stranamente faceva caldissimo già alle 6.30 del mattino, quando siamo uscite dall'albergo.
Alle 08.30 partenza in pullman alla volta di Hiroshima, per recarci poi immediatamente col battello sull'isola di Miyajima (detta anche Itsukushima).




Viaggiare in pullman in Giappone può rivelarsi molto comodo ed economico rispetto allo Shinkansen.
Non immaginatevi pullman come i nostri. Quelli nipponici sono dotati di pedanetta che si rialza per distendere le gambe, sedile super reclinabile, cuscino, coperta e tendina per la testa per non essere disturbati dalla luce.



Ringrazio il cielo per tutti questi confort, perché la sveglia così presto mi aveva rimbambita e ho avuto la necessità di dormire un paio d'ore appena partite.
Verso le 13 siamo arrivate a Hiroshima ed indovinate cosa è successo?

NUBIFRAGIO!!! Di quelli mai visti prima! Durato 10 secondi.
Ed io, come sempre, avevo l'ombrello nel trolley grande che non mi era comodo aprire!
Durato 10 secondi. Ma è bastato perché ci inzuppassimo completamente.

Dopo pochi minuti si è scatenato un altro cataclisma, ma oramai eravamo sotto le pensiline della stazione e non ci siamo bagnate.

La nota comica è che Mari ha dimenticato anche stavolta qualcosa in giro! Peccato non fosse un k-way alla reception, la guide in bagno, bensì il borsello con passaporto, vaucher, cellulare ecc sul pullman. Per fortuna l'autista l'ha trorvao e, senza ombrello, per cui FRACICO fino al midollo, è tornato a cercarci in stazione dopo un quarto d'ora per riconsegnarcelo. Meno male che non eravamo ancora andate via -.-"
Ma solo perché non sapevamo dove andare! E pioveva.

Abbiamo dovuto chiedere indicazioni ad un agente, il quale ci ha addirittura accompagnate dall'altro lato della stazione dove c'era la nostra fermata: tram n° 2, diretto a Miyajimaguchi. E noi dovevamo scendere proprio al capolinea.

In un'ora circa di viaggio ci ha portate a destinazione, dove ci siamo imbarcate (traversata di 10 minuti) su un piccolo traghetto per Miyajima.
È pazzesco, in Giappone come scendi da un mezzo pubblico al capolinea, troverai un'altro mezzo che ti porta un po' più avanti, dove devi andare tu. La rete dei trasporti è capillare. E, da quel che mi han raccontato non è così solo nelle grandi città o nei centri turistici, è così anche per i piccoli paesi.

Appena sbarcate eravamo entusiaste: finalmente avremmo soggiornato in un ryokan.
Alla stazione ho telefonato e ci sono venuti a prendere col taxi della struttura.

Già all'ingresso dell'albergo ci siam dovute togliere le scarpe, e poi di nuovo entrando in camera si toglievano le ciabattine che ci avevano consegnato all'ingresso.
La nostra stanza era al 4° piano, affacciata sul mare, pannelli scorrevoli in carta di riso e tatami per terra. In dotazione ovviamente c'era lo yukata (kimono estivo di cotone).
Le luci al neon però facevano un po' cacare.





Immediatamente docciate e ben pulite, ci siamo diretta al bagno pubblico del ryokan, con la vasca di acqua calda per rilassarsi.

Nella sala spogliatoio c'erano a disposizione le ceste per mettere gli yukata (nella sala vasca si entra nudi), asciugamani a volontà e lavandini con dischetti struccanti, cremine, saponi e ogni accessorio utile. Una teca ai raggi UV conteneva pettini e spazzole, sempre pronti all'uso e disinfettati.

Nella sala della vasca, c'eran tantissime doccette con specchio sgabellino sapone e ciotole per lavarsi, ovviamente, PRIMA di entrare nella vasca. Le doccette non sono chiuse e separate, son "aperte" una accanto all'altra e col canale di scolo tipo piscina, in modo che l'acqua defluisca comodamente.
Essendoci precedentemente lavate in camera, ci siamo "sottratte" (non volutamente) al rito del lavaggio pre ingresso in vasca. Sarebbe stato divertente trovare qualche donna intenta nell'arte della pulizia del proprio corpo prima dell'ingresso in vasca, avremmo potuto imitarla e imparare bene il rito.

Ma ravamo le uniche in quel momento.
L'acqua della vasca era caldissima, oltre i 40°... rilassante e piacevole ma non abbiamo resistito molto.
(E in effetti nello spogliatoio c'era una bilancia con indicato i minuti che puoi rimanere nell'acqua senza problemi in base al tuo peso).
Però mi ispira tantissimo il resoconto di questa ragazza. Quando tornerò in Giappone DEVO assolutamente provare il bagno pubbico.

Nei cartoni animati si vedono sempre le persone con l'asciugamano in testa: finalmente ho capito il perché! L'asciugamanetto è stretto e lungo, serve per coprire le vergogne tenendolo appoggiato al petto e facendolo scendere fino all'inizio cosce. Necessario per il breve viaggio dallo spogliatoio alla vasca e/o dalle doccette alla vasca. Non essendoci mensoline attorno alla vasca, l'unico modo per non bagnarlo è metterselo in testa!

Tornate in camera ci han servito la cena tradizionale, sui tavolini bassi e le seggioline a terra coi cuscini. C'erano vongole, pesce, verdure, riso e altre cose non identificabili. Abbiamo mangiato tutto!


La cena appena servita.


Fine pasto: mancava solo il dolce da consumare.

Poi son venuti a prepararci il futon su cui dormire :-)



Ci siamo sdraiate a guardare gli anime e siamo presto cadute in un sonno profondo.
I futon sono comodissimi ed è stata la notte in cui ho riposato meglio in assoluto (e vi assicuro che dormivo benee rilassata là, Mari la mattina non riusciva a svegliarmi!)

CURIOSITÀ DELLA GIORNATA: L'isola è piena di CERBIATTI! Ce ne sono ovunque, pascolano anche attorno all'albergo e non sono per niente spaventati dalla presenza dell'uomo.

4 commenti:

sekhemty ha detto...

Le tue foto mi fanno un effetto stranissimo, mi sembra di stare guardando scene da un cartone animato! :-)

Dama Arwen ha detto...

^_^

Ha stupito anche me questa cosa mentre ero là... ho impiegato un po' a rendermene conto: loro rappresentano la loro realtà negli anime (parlo di quelli ambientati nelle città). A noi appare fantasioso, ma non è così. È realistico!

Nicla ha detto...

♥.♥ ryokan! Uaaaoooo!

Ariano Geta ha detto...

Un vero ryokan! Miii, che ficata! Quanto ci vorrei andare, un giorno!